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XXV Convegno - Introduzione
 Prof.ssa Maria Grazia Bernengo
Introduzione
Ringrazio il Professor Oliva ed a nome dei miei correlatori do un caldo benvenuto per questo XXV Convegno. La Psoriasi ha origini antichis-sime: già i Greci la conoscevano bene ed ha tormentato molta parte della popolazione nei secoli. Però solo negli ultimi anni c' è stata una rivoluzione nelle conoscenze dei meccanismi che portano alla formazione delle lesioni patologiche. Per moltissimi anni tutti i lavori puntavano su una patogenesi legata soprattutto alla maturazione ed alla differenziazione delle cellule dell'epidermide, cosa che in effetti c'è ed è costante.Però
soltanto negli ultimi anni con tutte le innovazioni tecnologiche si è visto che un primo momento, ancora prima dell'alterazione dei cheratinociti, era legato ad un processo infiammatorio cronico. Normalmente l'organismo reagisce a qualunque agente esterno con una risposta di tipo infiammatorio. Nella psoriasi abbiamo un`infiammazione cronica contro un antigene che è putativo, perché ci sono moltissime sostanze che possono provocarla, però questo non è ancora chiaramente definito e quindi anche l'`identificazione della sostanza, dell'antigene che provoca questa infiammazione cronica continua ad essere l'oggetto di grandi studi e probabilmente potrà essere meglio delucidato in un prossimo futuro.Quindi la psoriasi è una malattia infiammatoria cronica più che una malattia autoimmune vera e propria, la si può considerare una malattia immunomediata più che non una malattia autoimmune vera e propria perché non è che l'organismo faccia degli autoanticorpi diretti contro le proprie sostanze. Probabilmente un meccanismo esterno, un antigene che può essere un farmaco, un batterio, il prodotto di una tossina batterica, c'è ma non è stato ancora identificato.Però c'è tutta questa reazione immunologica nei confronti di questo antigene che a sua volta è causa di tutte le modificazioni a carico dei vasi e dell'epidermide per cui le cellule si moltiplicano e si differenziano molto più rapidamente. Noi sappiamo che una cellula normale per passare dallo strato basale con una normale differenziazione ed essere eliminata come cellula cornea quindi sotto forma di quella sottile forfora che tutti abbiamo impiega 27 giorni. Nella psoriasi i giorni impiegati sono solo 5-7. Quindi capite con che velocità avvenga il rinnovamento dell'epidermide e come questa velocità contribuisca a far si che ci siano delle alterazioni nella formazione della cheratina che è il principale costituente dell'epidermide. Ora proprio il riconoscere che le cellule immunitarie, quindi i linfociti, sono una delle cause principali dell'insorgenza della psoriasi ha fatto si che si fossero anche studiati dei farmaci per combattere questo meccanismo. In più tutti gli studi degli ultimi anni stanno mettendo in evidenza sempre più numerosi fattori che vengono prodotti dai linfociti e dalle altre cellule ematiche che arrivano nella cute e che a loro volta provocano delle alterazioni e di converso sono stati impostati, studiati, ricercati con meccanismi estremamente sofisticati dei farmaci che vanno a colpire questi anelli della catena. Va da se che a mano a mano che noi impariamo delle cose nuove ci accorgiamo che l'anello che abbiamo trovato non è mai l'anello iniziale, ma ce ne sono sempre altri. Però è proprio questo modo di avere sempre nuovi anelli nella nostra catena che ci fa fare dei passi in avanti.Ora la psoriasi è una malattia che ha un substrato genetico. Su questo substrato genetico si instaurano dei fattori scatenanti che trasformano la malattia da latente ad espressione clinica, questi possono essere i traumi, possono essere lo stress psicologico, dove abbiamo tutta una serie di neurotrasmettitori che in seguito allo stress vengono prodotti nella cute e che a loro volta hanno un'azione di tipo infiammatorio. L'incremento ponderale, l'obesità può rappresentare un fattore scatenante, l'infezione delle vie respiratorie, soprattutto degli streptococchi ed è proprio questo che fa pensare che ci sia come antigene un batterio e le tossine dell'antigene streptococco e questo è evidente da una forma clinica che è la psoriasi guttata che sorge dopo un mal di gola, una faringite o altro.
Farmaci.
I farmaci attualmente sono molto usati anche perché nei soggetti psoriasici ci sono moltissime malattie che vanno da problemi di tipo vascolare a problemi di tipo diabetico a problemi di soprappeso. Quindi farmaci antimalarici, betabloccanti, fans e tanti altri possono agire come meccanismo iniziale e rappresentare nei loro metabolismi quell'antigene che scatena la psoriasi. I raggi ultravioletti anche se è la terapia di prima linea della psoriasi, in qualche soggetto è controproducente, l'alcol naturalmente, la gravidanza e i raggi X possono essere dannosi.La psoriasi interessa circa il 2,7% della popolazione, normalmente abbiamo cifre che vanno dal 2 al 4,9%, negli Stati Uniti, anche perché probabilmente i loro stili di vita non sono come i nostri, sono molto peggiori per cui hanno circa una percentuale del 4,9%, mentre da noi in Europa questa oscilla tra il 2 e il 3%, questo vuol dire che circa 3 italiani su cento di età superiore ai 25 anni soffrono o hanno sofferto di psoriasi.
Sappiamo che ci sono due tipi di psoriasi. Psoriasi prima dei 40 anni e psoriasi dopo i 40 anni. Qui vediamo come la maggior frequenza di insorgenza di lesioni psoriasiche va dai 20 ai 39 anni circa: quasi il 50% dei casi. Abbiamo poi un'alta percentuale che va dai 40 ai 60 anni. Si riduce dopo i 60 anni. Qui noi vediamo che nel centro PSOCARE il Piemonte rappresenta quasi il fanalino di coda. Fanalino di coda perché ha una quantità di pazienti molto bassa che sono trattati con farmaci sistemici. Che cosa vuol dire questo? Siccome i criteri per trattare pazienti con i farmaci sistemici sono molto ben definiti, molto chiari, e nessuno si discosta o almeno le strutture pubbliche non si discostano da questi concetti e meno che meno i dermatologi, questa riduzione dei pazienti vuol dire che le nostre scuole piemontesi, così come la Liguria hanno indubbiamente un minor numero di pazienti che possono essere trattati con farmaci sistemici. E siccome è una grossa tradizione delle nostre scuole di utilizzare al massimo i prodotti meno aggressivi, quindi terapie topiche, raggi ultravioletti, farmaci che in qualche modo tengono la psoriasi in una situazione di stabilizzazione evidentemente questo fa sì che molti dei nostri pazienti abbiano delle psoriasi non gravi, non abbiano delle forme di recidive molto importanti e questo è uno spezzare una lancia in favore di farmaci tradizionali di cui vi parleranno i miei colleghi. A questo punto io direi ancora una cosa. Che cosa vogliono i pazienti? I pazienti vogliono indurre la remissione e fare sì che la loro malattia sia ad un livello compatibile con una vita normale ovvero avere una buona qualità della vita.
Tutti i pazienti psoriasici sanno che la loro è una malattia cronica ad andamento persistente con delle remissioni e delle esacerbazioni molte volte spontanee e quindi si chiede di avere una malattia limitata nel tempo. E' importante quindi mantenere nel tempo le remissioni prevenendo le recidive in attesa di avere il farmaco che possa veramente condurre ad una guarigione totale.
Abbiamo tante strategie: una terapia farmacologica, l'educazione del paziente. E'importante che il paziente non si disperi della sua malattia, vanno rimossi degli eventuali fattori scatenanti che avete visto prima, vanno corretti i fattori di rischio, tutte le malattie concomitanti e questo aiuta a mantenere la psoriasi in una forma stabile con buona qualità di vita.
A questo punto do la parola al prof. Leigheb il quale vi parlerà degli aspetti clinici della psoriasi e dei farmaci biologici.
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