L'Evoluzione della Terapia Nel Tempo Dai Galenici Ai Giorni Nostri
La terapia della psoriasi, fino ad un passato recente (anni 50) si basava sostanzialmente sulla terapia topica galenica; i presidi più utilizzati erano i cheratolitici, i riducenti, gli antiflogistici topici. Le forme di psoriasi superficiale e poco estese ne traevano notevole vantaggio durante la stagione invernale e miglioravano con l'esposizione solare estiva. Più drammatica era la situazione per le forme estese, quelle a chiazze molto infiltrate e le eritrodermie psoriasiche, allora non così eccezionali.
L'avvento dei corticosteroidi ha notevolmente cambiato l'evoluzione delle forme medio-gravi, grazie ad una moderata applicazione topica, mentre ha evidenziato i suoi limiti e le controindicazioni con la somministrazione sistemica. Successivamente si sono utilizzate per uso topico nuove molecole derivate dalla vitamina D (calcitriolo, calcipotriolo e tacalcitolo) e derivati dell'acido retinoico (tazarotene) con discreta ma incostante attività a seconda delle forme cliniche e della tolleranza individuale.
Anche le terapie sistemiche proposte hanno dato nuove possibilità curative: la ciclosporina A, come
immunomodulatore, ha cambiato favorevolmente quadri anche estesi e gravi della malattia.
Nel contempo i progressi tecnologici hanno fornito la possibilità di ricorrere a raggi UVA e UVB ed alla PUVAterapia
(associazione di terapia orale con psoraleni e raggi UVA).
I derivati dell'acido retinoico per via sistemica (acitretina), attivi sulla normalizzazione della cheratinogenesi hanno apportato ulteriori vantaggi e possibilità curative.
Il metotrexate costituisce un presidio ulteriore, attivo anche nei confronti dell'artrite psoriasica, pur non essendo esente da controindicazioni ed effetti collaterali che richiedono un costante controllo da parte del dermatologo.
L'avvento dei farmaci biologici (efalizumab, infliximab, etanercept, adalimumab), molecole in grado di agire selettivamente sulle molecole chiave del processo patogenetico (citochine, recettori), costituisce una valida opzione terapeutica soprattutto in caso di forme estese e resistenti alle terapie tradizionali.
La conoscenza parziale degli effetti a lungo termine di questi nuovi trattamenti ha fatto sì che il loro utilizzo sia tuttora ristretto ad un numero limitato di Centri e destinato a pazienti selezionati, oggetto di stretto ed attento follow-up clinico e strumentale.